Piano di azione nazionale per la cattura, l’abbattimento e il destino delle carcasse di cinghiale nelle zone indenni da PSA

Il 4 febbraio u.s. è stata emanata, dal Commissario straordinario per la peste suina africana l’Ordinanza n. 1 /2026 che adotta il Piano di azione nazionale, per la cattura, l’abbattimento e il destino delle carcasse di cinghiale nelle zone indenni da PSA per il periodo 2026-2028.
Il suddetto Piano, ha l’obiettivo di aggiornare il “Piano Straordinario di catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali (Sus scrofa) e Azioni Strategiche per l’elaborazione dei Piani di Eradicazione nelle zone di restrizione da peste suina africana anni 2023-2028”, tenendo conto dell’evoluzione della situazione epidemiologica della peste suina africana in Italia e dell’applicazione dello stesso Piano straordinario nel triennio 2023-2025. L’obiettivo è quello di attuare per gli anni 2026-2028 una riduzione calibrata della densità dei cinghiali per limitare il rischio di diffusione della Peste Suina Africana in conformità con le azioni contenute nella “Road map” concordata con gli uffici della DG-Sante della Commissione Europea nell’ambito della strategia di contrasto alla diffusione della malattia.
L’Ordinanza con l’Allegato 1, stabilisce nuovi obiettivi numerici, aggiorna e modifica le strategie precedentemente contenute nel Piano Straordinario 2023-2028, con la finalità di coordinare in modo più incisivo le catture, gli abbattimenti e la successiva gestione delle carcasse su scala nazionale.

Novità principali dell’Ordinanza
Obiettivi Numerici obiettivo di 416.000 cinghiali da rimuovere nel primo anno (esclusa la Sardegna), con incremento del 20% rispetto alla media degli abbattimenti del biennio 2023-2024. Il piano mira a rimuovere almeno il 33% della popolazione stimata (circa 1.250.000 capi). Prelievo prioritario di femmine e piccoli e sull’incremento della caccia di selezione rispetto a quella collettiva.

Gestione del Territorio
Eradicazione totale in aree critiche (aree urbanizzate, siti archeologici, centri abitati e zone ad alta densità suinicola). Intensificazione in tutto il territorio (comprese aree protette, ecc.).

Disposizioni tecniche e Operative

Autorizzato l’uso di ottiche termiche per il prelievo notturno, archi (per contesti urbani) e carabine ad aria compressa potenziate.

Potenziamento dei piani di cattura coordinati, affidati a personale specializzato.

Adozione di procedure per la movimentazione dei cinghiali catturati verso la macellazione immediata, garantendo la tracciabilità.

Monitoraggio e Digitalizzazione

Le Regioni devono dotarsi di un sistema digitale per il monitoraggio in tempo reale dei prelievi, con dati georeferenziati. incentivato l’uso del tesserino elettronico per i cacciatori per permettere un flusso dati mensile verso il Portale del Sistema Informativo Veterinario Nazionale.

Filiera della Carne

Attivazione di filiere per la commercializzazione delle carni di selvaggina, con l’istituzione di centri di raccolta, sosta e lavorazione.

Controlli specifici sulla tracciabilità della carne di cinghiale presso le attività di commercio e dettaglio per contrastare la vendita illegale.

Capi abbattuti per autoconsumo o devolverli a fini caritatevoli.

Formazione

Corsi di specializzazione per agricoltori e cacciatori per formare squadre di supporto alle attività di controllo.

Corsi specifici per i cani coinvolti nel prelievo (es. cani limieri).

Gli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), i Comprensori Alpini (CA) e gli Istituti di gestione faunistica privati (AFV, ATV) devono realizzare una rilevante intensificazione della caccia di selezione al cinghiale su tutto il territorio venabile (anche nelle aree di caccia assegnate alle squadre).
Di rilevante importanza il comma 8 all’art. 2 che specifica che nelle zone classificate come non vocate alla presenza del cinghiale, dunque le aree urbane, i centri abitati e i siti storico-archeologici, è categorico l’obiettivo permanente che fissa la rimozione totale di ogni esemplare di cinghiale presente.
Il piano prevede l’organizzazione di incontri di sensibilizzazione e corsi di formazione specialistica rivolti a cacciatori, agricoltori e conduttori di cani per ampliare la platea dei soggetti abilitati al prelievo selettivo e alla creazione di squadre di coadiuvanti che possano operare efficacemente nelle attività di controllo.
Per garantire un monitoraggio puntuale, le Regioni e le province autonome e gli Enti gestori delle aree protette devono dotarsi di un sistema digitale univoco attraverso il quale vengano raccolti in tempo reale i dati dei prelievi. È obbligatorio che ogni operazione sia georeferenziata, fornendo le coordinate geografiche esatte di ogni capo rimosso. Questi flussi informativi devono alimentare mensilmente il Portale del Sistema Informativo Veterinario Nazionale, consentendo al Commissario straordinario di valutare il raggiungimento dei target e, in caso di scostamenti, concordare immediate azioni correttive con le amministrazioni interessate.
Le disposizioni prevedono che le Regioni e le province autonome attivino filiere per la commercializzazione delle carni di selvaggina, prevedendo la creazione di centri di raccolta, sosta e lavorazione conformi ai regolamenti europei. Questa misura è finalizzata a conferire valore commerciale ai prodotti derivanti dal piano e a contrastare efficacemente la vendita illegale attraverso controlli rigorosi sulla tracciabilità presso gli esercizi di commercio al dettaglio. I capi prelevati possono comunque essere lasciati agli operatori per autoconsumo o devoluti a fini caritatevoli e benefici.
L’attuazione di tutte le misure previste dall’ordinanza deve avvenire senza determinare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli interventi saranno sostenuti utilizzando le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente o eventuali fondi aggiuntivi specificamente stanziati dal legislatore.
Sulla base dei risultati conseguiti il piano è rimodulabile annualmente dal Commissario Straordinario in comune accordo con le Regioni e le province autonome di Tento e Bolzano.
È importante precisare che per le zone sottoposte a restrizione per PSA si continua ad applicare quanto previsto dalle ordinanze del Commissario per la PSA, dal piano nazionale di sorveglianza ed eradicazione 2025/2027 e dai piani di eradicazione regionali.

Confagricoltura Foggia

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