Il registro dei cereali: utile strumento per tracciare la provenienza del prodotto, che non deve tramutarsi in un oneroso adempimento burocratico per gli agricoltori

“La tracciabilità dei cereali è fondamentale per garantire trasparenza al settore e tutelare la produzione locale e il lavoro degli agricoltori; ben vengano dunque strumenti come il registro telematico di carico e scarico dei cerali, introdotto dal Governo”.

Con queste parole Filippo Schiavone, presidente di Confagricoltura Foggia e componente della Giunta nazionale commenta l’introduzione del registro prevista nell’ultima Legge di Bilancio.

Secondo la norma chiunque detenga a qualsiasi titolo cereali e farine di cereali è tenuto a registrare in un apposito registro telematico istituito nell’ambito del SIAN, tutte le operazioni di carico e scarico che riguardano quantità del singolo prodotto superiori a 5 tonnellate annue;

La novità prevista nell’ultima Legge di Bilancio di fatto replica quanto già previsto con la registrazione telematica delle produzioni di vino e olio per ottenere una radiografia completa di tutto il flusso della materia prima cerealicola presente nel territorio nazionale, ivi compresa una misurazione delle giacenze e dei flussi di prodotto da e per i Paesi esteri.

Per la Capitanata si tratta di un importante novità che potrebbe avere ripercussioni importanti per un settore che con le sue 800.000 tonnellate medie prodotte, rappresenta un punto di forza dell’economia del territorio.

Ma – evidenzia il presidente di Confagricoltura Foggia – si deve evitare che un adempimento pensato a vantaggio degli agricoltori si traduca in un insostenibile appesantimento burocratico. Per questo come Confagricoltura abbiamo chiesto una proroga nell’avvio del registro che, con la previsione della soglia minima di 5 tonnellate annue per l’istituzione del registro, comporta oneri amministrativi e burocratici troppo pesanti per molte aziende. Appare necessario – conclude Schiavone – introdurre modifiche alla normativa per evitare che questi elementi di tracciabilità e controllo sulla filiera divengano insostenibili per le nostre aziende. In questa direzione chiederemo che vengano esclusi da tale obbligo la parte iniziale e finale della filiera e dunque i produttori cerealicoli e gli allevatori”.

 

 

Confagricoltura Foggia

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